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Fotovoltaico, l'Italia č in ritardo ma la rincorsa č partita! PDF Stampa E-mail
Repubblica — 26 febbraio 2007 

Il fotovoltaico torna in pista anche in Italia. I numeri sono modesti, ma il trend comincia a essere confortante e quest' anno l' Italia dovrebbe chiudere a una quota compresa tra 50 e 80 megawatt. 

Una crescita netta e incoraggiante, anche se restiamo enormemente distanziati rispetto ai paesi che guidano la volata.
 

Nel 2005 la Germania ha sorpassato di un soffio il leader storico del fotovoltaico: 1429 megawatt per Berlino, 1422 per Tokio. Nettamente distanziati gli Stati Uniti, che seguono al terzo posto con 479 megawatt e ancor più lontani gli australiani, con i loro 61 megawatt. L' Italia rincorre partendo da quota 37 megawatt. Con un buono sprint, nel 2007 potremmo guadagnare punti nel gruppone degli inseguitori recuperando un decennio perso: nel 1996, dopo aver costruito a Serre Persano il più grande impianto fotovoltaico del mondo, abbiamo abdicato al quarto posto nella graduatoria mondiale dell' energia dal sole. Una rinuncia dissennata alla quale ora si sta ponendo rimedio. Con il nuovo conto energia appena approvato dal governo, sono scattate le tariffe mirate a promuovere il fotovoltaico. L' aspetto più rilevante rispetto alla passata normativa riguarda la semplificazione dell' accesso alle tariffe incentivanti che non è più legato a nessun tipo di graduatoria o limite annuale: chi vuole installare un impianto fotovoltaico deve solo inoltrare al gestore elettrico il progetto preliminare e la richiesta di connessione alla rete. In sostanza è stato adottato il modello tedesco: niente tetti massimi per gli incentivi, chi vorrà diventare un mini produttore di energia fotovoltaica potrà farlo. E i piccoli verranno premiati più dei grandi. Scegliendo un impianto di potenza compresa tra 1 e 3 chilowatt si otterrà infatti un bonus pari a 40 centesimi per ogni chilowattora prodotto se i pannelli sono collocati in piano (in giardino, in terrazzo), 44 centesimi se poggiano su un tetto inclinato, 49 se diventano parte integrante del tetto. Fra i 3 e i 20 chilowatt di potenza le tariffe sono rispettivamente 38, 42 e 46 centesimi. Sopra i 20 chilowatt 36, 40 e 44 centesimi. «La crescita del fotovoltaico sta superando tutte le previsioni», ricorda Aldo Iacomelli, segretario di Ises (International solar energy society) Italia. «Noi prevediamo che entro il 2040 il solare arriverà al 24 per cento dell' elettricità globale. E l' obiettivo del governo italiano di arrivare a 3 mila megawatt entro il 2016 serve a dare un' idea delle potenzialità del settore». Un contributo importante al progetto di rilancio del solare verrà dalla centrale fotovoltaica Helios: sarà costruita nell' area del Petrolchimico di Brindisi e, con i suoi 11 megawatt, diventerà la più grande d' Europa. «Le fonti rinnovabili rappresentano il futuro dell' energia e sono un settore in grado di dare slancio all' economia, per questo abbiamo deciso di investire 300 milioni di euro nel polo integrato delle energie rinnovabili e del risparmio energetico», spiega Paride De Masi, presidente del gruppo Italgest. «Nell' arco di trenta mesi Helios diventerà operativo e sarà in grado di fornire un contributo importante alla nostra regione sia in termini di elettricità prodotta che in termini di slancio innovativo. «La scommessa che abbiamo deciso di fare sulle rinnovabili consente di centrare contemporaneamente vari obiettivi», continua De Masi. «Aumenta l' energia pulita facendo diminuire le emissioni di gas serra come richiesto dal protocollo di Kyoto. Migliora la situazione ambientale complessiva del territorio grazie al recupero di una vasta area contaminata del Petrolchimico di Brindisi. Porta alla creazione di una scuola di formazione per la pubblica amministrazione e per gli operatori specializzati.

Fonte Repubblica-> Link articolo principale

 

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